NextPunk is dead.

"A volte bisogna rischiar, fare altre cose. Occorre rinunziare ad alcune garanzie perché sono anche delle condizioni."
La fine è il mio inizio. Tiziano Terzani
Nel primi mesi del 2002, da minorenne, giovanissimo, da intraprendente ma soprattutto da persona molto inconsciente
diedi vita alla Nextpunk, che fungeva da portale online, da etichetta e da promotore di eventi punk
in Ticino. Non so perchè lo feci, ma semplicemente lo feci. Mi svegliai una mattina e decisi di fondare la Nextpunk Records.
Non ci volle molto. I primi anni furono molto intensi, produssi degli album e due compilation che ebbero molto successo, e organizzai un sacco di concerti nella regione, piccoli e grossi. I concerti punk erano in grando di fungere da catalizzatore al bisogno di ribellione e di divertimento
riuscendo a coinvolgere a volte anche migliaia di persone in una sera. Si vendevano ancora tanti cd e fu facile
distribuire i primi dischi nei negozi di musica (oggi purtroppo quasi tutti chiusi) che spesso avevano un angolo dedicato
alle produzioni locali o addirittura un sezione dedicata solamente alla musica punk.
Il sito Nextpunk era visitato giornalmente dai giovani del cantone per scoprire cosa fare durante il week end
e informarsi in merito alle novità della scena punk. Non scherzo quando dico che nel 2002-2003 sarebbe
bastato fare un volantino con scritto punk, il luogo del concerto e il prezzo d'entrata, per riuscire
ad attirare centinaia di persone al concerto. Certo allora il punk rock andava di moda, i giovani al liceo
non ascoltavano altro, e forse, anzi sicuramente, è anche giusto che oggi non sia più cosi. 
Ricordo tante belle cose di questa grande avventura. I primi festival al Palapenz dove in pochi anni, oltre
al meglio della scena italiana, siamo riusciti a portare band di caratura internazionale come Casualties, Vibrators,
G.B.H., SKA-P, Toy DOlls, e molti altri. Indebili i ricordi dell'Anti Racism Day e del Antifa 2003, due festival punk contro il razzismo
che hanno richiamato migliaia di persone anche dall'Italia, e tanti sono anche i bellissimi ricordi legate a persone che oggi sono altrove,
o hanno preso altre strade. Un pensiero va soprattutto a chi non c'è più, in particolare a Mitch e Nelson che voglio ricordare
per quanto ancora indelibili nei miei ricordi per le tante cose passate insieme.
Sotto la Nextpunk Records, in questi 15 anni, sono passati centinaia di band tra eventi, cd, e compilation, ma non 
voglio stare qui ad elencarle tutte in questa già fin troppo lunga presa di posizione.
Se ripenso però alle produzioni fatte da Nextpunk Records, non si possono non citare i The Leeches, che ho avuto l'onore e l'orgoglio di scoprire pubblicando il loro primo album "Fun is Dead" che per me rimane il migliore disco pubblicato sotto Nextpunk.
E non si possono non citare anche altre bands che sono passate in grande amicizia durante i primi anni di attività come i BCS, come i Cattivo Esempio o
i Those Furious Flames (che all'inizio facevano street punk'n'roll e per il quale pubblicarono il primo album d'esordio su Nexpunk).
Una menzione speciale va sicuramente ai Rapists, sui quali potrei scrivere un intero capitolo di un libro raccontando aneddoti e disavventure. Una band formata da allora giovani punk e skaters del luganese che al suo arrivo creò un certo scompiglio (almeno qui da noi).
Nel 2007 invece formai i Knives Out, la mia prima punk band con il quale abbiamo passato quasi 7 anni incredibili che mi hanno permesso di crescere sotto ogni punto di vista e sui quali anche potrei dedicare un intero libro di storie surreali e poco credibili (ma davvero successe).
Sul lato dei concerti un altro capitolo a parte si potrebbe anche destinare alle 4 edizioni del Nextpunk Festival (la prima a Chiasso e altre tre a Lugano) che terminò nell'ultima edizione del 2008 con l'essere addirittura bandito da Lugano (la fine perfetta per un festival punk). Non si può non ricordare anche il mitico Metrò in Via Brentani che vide passare un sacco di bands a Lugano ( tra cui anche i mitici Business - RIP MICK)
Iin quegli anni incomincio anche molto velocemente il declino e un momento di crisi importante della discografia un po' dappertutto. Un declino terminato solo qualche anno fa grazie al riscatto dei vinili che ha dato una pompata di ossigeno un po' a tutta la scena internazionale. Nel frattempo però tutti i negozi di dischi hanno chiuso, si acquista quasi tutto online o direttamente ai concerti, e per il resto ci si affida allo streaming tramite le piattaforme che ormai tutti conosciamo (Spotify, Youtube, ecc..).
In questi 15 anni sono cambiate tante cose e sono arrivato al punto di dover prendere una decisione importante e che forse andava presa già molto tempo prima.
Gestire una piccola etichetta discografica come la Nextpunk , soprattutto oggi che non ci sono più le condizioni per vendere e distribuire di una volta, è diventato un dispendio di energie, di tempo e di denaro troppo grosso per essere sostenuto e portato avanti da solo. L'etichetta con tutte le sue bands, inoltre, è cresciuta in maniera tale in questi anni che si è trovata davanti a delle necessità importanti, trovandosi di fatto, di fronte
al dovere di far un grande passo passando da semplice etichetta gestita da un punk luganese nel tempo libero al fatto di dover quasi essere gestita o a tempo pieno o da più persone in modo da riuscire a non deludere le aspettative delle bands dando la giusta attenzione e promozione ad ognuna di esse. 
Questo sarebbe stato un passo importante da fare, uno sforzo che però io da solo non sono in grado di svolgere.
Per anni ho cercato e ho sperato ci fosse la possibilità di coinvolgere altre persone nel progetto ma questo non è stato possibile.
Devo ammettere anche che anche alcuni episodi avvenuti negli scorsi anni, soprattutto in merito alle divisioni causate da scelte politiche del passato, vedi l'annullamento dei Bloody Riot al Foce, sebbene superate, mi abbiano spesso fatto pensare ed esitare, oltre al farmi riflettere sul fatto di portare avanti tutto questo chiedendomi soprattutto per chi lo facessi.
La risposta era semplice. 
Tutto quello che ho fatto l'ho fatto solo per me.(cit. Skruigners). Ho sempre fatto tutto quanto per amore e per la passione viscerale che ho per questo bellissimo mondo del punk rock. 
Amo il punk rock e per pagare questo sentimento d'amore sentivo il bisogno di dover dare tutto con la Nextpunk Records, che è una parte importante della mia identità.
Per questa ragione non è stata una scelta facile. Per motivi anche affettivi e nostalgici ci è voluto davvero molto coraggio nel prendere questa decisione.
Di fronte a tutti questi cambiamenti, consciò anche del fatto che la fine spesso è l'inizio di qualcosa di nuovo, ho deciso quindi di mettere la parola fine a quello che è e che è stata la Nextpunk Records.
Ebbene si. Da oggi la Nextpunk Records non esiste più. Questa però non è la fine di tutto. La fine di qualcosa può essere l'inizio di qualcosa altro di altrettanto importante. 
Questo non è dato a sapere. La storia continua. 
Di certo, e chi mi conosce personalmente può metterci la mano sul fuoco, continuerò a organizzare concerti e portare di tanto in tanto gruppi e bands qui da noi. Semplicemente questo non verrà più fatto sotto l'effige e il logo della Nextpunk Records.
Continuerò inoltre a dare tutto il mio contributo alla scena punk rock, impegnandomi soprattutto al massimo nella mia nuova band, i Neutral Bombs, con la quale oggi sono in studio per registrare un album che, come potete facilmente dedurre, non uscirà pertanto sotto Nextpunk Records.
Giusto un'ultima cosa, domani sera allo Studio Foce finiamo in bellezza. Con i The Selecter + Jenny Woo's Holy Flame si ballerà come non ci fosse un domani.
La storia della Nextpunk Records termina qua. (2002 - 2017)
Grazie a tutti voi che avete almeno una volta comprato un nostro disco, a voi che siete venuti anche un solo nostro singolo evento 
o a voi che avete suonato punk rock in una della band che si sono incrociate sul nostro cammino. La Nextpunk siete stati voi.
Stay punk.
Dexter
"The Future is unwritten" Joe Strummer

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